Samadhi siddhih ishvarapranidhana | Patanjali Yogasutra 2.45

Colui che porta la divinità nella propria vita ottiene la più grande liberazione, la felicità assoluta.

Ishvara Pranidhana è l’ultimo Nyama descritto da Patanjali. Terminano così le dieci linee guide dello stile di vita Yoga e forse questo ultimo passo è quello che più richiede tempo e sforzo per essere integrato nella nostra quotidianità.

Per me è un tema particolarmente importante. Quando nel 2011 sono andata in India per la formazione insegnanti Yoga Vidya con Swami Ananda avevo appena perso un carissimo amico e sentivo che era il momento di dare almeno una possibilità all’esistenza di un piano, di qualcosa di più grande che in qualche modo influisce sulle nostre vite. E ho scoperto la spiritualità umana, semplice, concreta. Con ben poco di facciata e molto di quotidiano e psicologico. L’argomento è vasto, in questo articolo voglio toccare alcuni dei punti essenziali su come agisce la nostra mente, come agisce Ishvara, la divinità, perché e come è essenziale portare la divinità nella nostra vita.

Le aspettative sono soddisfatte, la vita è bella. Se non lo sono la vita è un inferno.

Questo è il pensiero base che regola la nostra “felicità”.  Quando tutto funziona secondo uno modello che per me corrisponde alla felicità allora sto bene. Se il mondo inizia a non essere più accordato secondo quel modello entro in crisi. Questo modello sono le aspettative: un insieme di gusti, convinzioni, condizionamenti che ci portiamo sulle spalle dall’infanzia (e da chissà quante vite), e che per comodità chiameremo ego. Qualcuno pensa che la libertà sia soddisfare completamente le nostre aspettative e gusti, è una bella illusione dal momento che ogni aspettativa non è scelta da noi ma è un condizionamento che ci è stato trasmesso. Tutti abbiamo aspettative e sono fondamentali, faremmo ben poco se non ci aspettassimo dei risultati. Qui stiamo dicendo: attenzione a far dipendere la tua felicità dalle aspettative che hai intorno al mondo. La cosa diventa interessante quando parliamo della nostra relazione con gli altri e gli altri non si accordano alle nostre aspettative. Come scegliamo di agire? Scegliamo il comfort (le aspettive) o la crescita?

La divinità è il nostro backup

La relazione principale, quella che ci fa capire come ci relazioniamo con gli altri è quella con la divinità. Perchè relazionarsi con Ishvara? Che ruolo ha? In questo video Swami Ananda usa una bellissima metafora:

Immaginate che stiate tenendo un corso, vi faccio l’esempio dell’India, in cui come sapete la corrente fluttua, va via facilmente. In quel corso non c’è un backup, un generatore di corrente di scorta. Pensate all’organizzatore, che anche se è fisicamente seduto a far lezione dov’è la sua mente? Si starà preoccupando che la corrente potrebbe andar via da un momento all’altro. Fisicamente sarà lì, ma non sarà in grado di insegnare. Immaginate invece che ci sia un backup, sarete in grado di rilassarvi o no? Ishvara, la divinità, è il nostro backup. Che lo accettiate o no ishvara è il nostro backup, dipende da voi saper accedere al vostro backup, sapere come usarlo.

Più ci relazioniamo con Ishvara nella nostra vita più saremo rilassati. Come relazionarsi ad Ishvara? Lo vedremo meglio nell’ultimo punto, la gratitudine. Prima c’è ancora un concetto da chiarire.

Non ho potere sul risultato delle azioni

Più porto lo Yoga nella mia vita più un concetto diventa chiaro e lampante ogni giorno: non ho alcun potere sui risultati delle azioni. Non è più così immediato quel legame azione=reazione causa=conseguenza. Ogni azione non implica più la reazione, il risultato, così come me lo immagino nella mia testa. Nella Baghavadgita questo concetto è espresso a lungo e vi consiglio questo articolo sul blog di Yoga Vidya Italia  per approfondirlo. Compiere ogni azione sapendo che i frutti non dipendono da noi. 

Una questione di gratitudine 

Tutto questo non è semplice. Richiede di mettere in profonda discussione il potere che pensiamo di avere sul mondo ed il controllo che l’ego vorrebbe esercitare su tutto. Eppure è così. Fai il tuo dovere, compi le tue azioni per la gioia di farle, ma i risultati non sono scontati e non dipendono da te. Da chi dipendono quindi? Dalla divinità. Il successo, il fallimento, gli incontri e gli addii, la gioia e il dolore sono tutti doni, relazionarsi con la divinità è portare la gratitudine per questi doni nella nostra vita. E solo a scriverne mi si apre un pò il cuore.

Ishvara Pranidhana nelle lezioni di Yoga

Cantando OM dedichiamo la nostra pratica alla divinità. Quando facciamo pranayama dedichiamo ogni inspiro ed ogni espiro alla divinità con il trattenimento. Così come gli asana quando praticati con leggerezza e armonia, senza fissare la mente sull’obbiettivo di “prendere una posizione” ma godendosi il viaggio.

Cos’è 10 settimane di Sadhana? Sadhana in india significa disciplina spirituale ed indica l’insieme di quelle pratiche, studi e riti svolti con dedizione e regolarità per raggiungere Moksha: il riconoscimento della propria natura divina. La sadhana che viene qui praticata si ispira ai 10 yama e nyama di Patanjali, i divieti e le osservanze dello stile di vita yoga. Ogni settimana viene affrontato uno di questi temi cercando di portarlo anche fuori dalla sala di pratica ed utilizzando la nostra vita quotidiana come laboratorio.