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I corsi riprendono il 4 Settembre.

Condivido qui la tesina di Cristiana per l’esame del corso di formazione insegnanti Yoga. Una delle cose più belle che ho letto sull’argomento…Buona lettura.  

YOGA: UN VIAGGIO ATTRAVERSO DISCIPLINA E LIBERTA’

Colui che ama vive, colui che è egoista muore. Pertanto, ama senza condizioni, così come respira per vivere, perché l’amore è l’unica legge della vita.
(Vivekananda)

Da tempo desideravo fare un lungo viaggio, visitando luoghi nuovi ed inesplorati, e mai avrei pensato che il viaggio più bello avrei potuto intraprenderlo a distanza di pochi chilometri da casa, in prossimità di me stessa.

Queste poche frasi nascono da un anno di scoperte prove e riflessioni.

Come m’insegna la tradizione desidero prima di tutto ringraziare chi mi ha accompagnata ed ha contribuito ad aprire questa porta: le mie maestre Carlotta ed Emanuela, il maestro Swami Ananda e tutti i grandi maestri che continuo ad incontrare nella storia dello yoga.

Attraverso lo yoga, la pratica di Asana, di Pranayama e dell’esplorazione dello stile di vita che propone ho appreso la possibilità di unire ciò che ho sempre considerato antitetico: la disciplina, il contenimento e la libertà.

Lo yoga mi accompagna nel comprendere che nulla è bianco o nero nella scoperta del nostro vero sé. Non esistono clichè. Scopro con entusiasmo che ciò che rispetta me stessa è anche ciò che mi permette di rispettare gli altri. L’amor proprio non è più sinonimo di egoismo ma diviene il primo passo per costruire un mondo di pace, poiché la paura e l’insicurezza sanno essere brutali.

Secondo Vivekananda la paura è la più grande superstizione, ciò che ci lega e ci impantana in vesti strette e appiccicose.

Attraverso la pratica di Asana e all’incontro di nuovi assetti, ho compreso quanto le mie paure siano catene pesanti, quanto il mio stesso giudizio mi impedisca di dar spazio a nuove parti di me, di accogliere ciò che mi può donare il mondo anche se lontano dai miei gusti e dalle mie tendenze.

Mi confronto con la paura di non essere all’altezza delle aspettative, di non essere in grado di eseguire gli asana come dovrebbe far una bravo insegnante yoga secondo la lettura occidentale. Ma poi mi riprendo e mi libero dall’involucro d’insegnante contorsionista e sento la voglia di lasciar andare ognuno per la propria intima strada. Me compresa.

Con Pranayama e Kumbhaka mi confronto con la paura del vuoto, dell’ignoto, del buio e della solitudine. Ancora riemergo in affanno ma, nello stesso tempo, osservo che piano piano cresce la voglia di cambiare, di trasformarsi, di prendere distanza dagli affanni della vita.

Sento che la leggerezza del respiro si trasforma in leggerezza verso le scelte quotidiane, verso le aspettative, sento che la leggerezza del respiro scioglie la pigrizia e la stagnazione del vederci in unico modo.

Attraverso lo yoga la disciplina non è più imposizione, regola ferrea, rigidità ma diviene terreno fertile per migliorare, per scoprire desideri profondi, per estrapolarsi da contaminazioni abitudinarie, per tracciare finalmente la propria strada, libera dalle costrizioni profonde e sedimentate dalla nostra storia di ripetizioni, dal nostro passato, da quello che abbiamo sempre creduto di essere.

Libertà non è più essere liberi da…liberi dal lavoro, dagli orari, dalle imposizioni, ma esser capaci di…capaci di esprimere la propria natura essenziale senza paura del giudizio, capaci di accogliere con cuore saldo e caldo le differenze dell’altro, capaci di provare fiducia e di affidarsi, capaci di trovare nuovo nutrimento di sé, in sè. Capaci di abbracciare i no che dovevano essere si, di abbracciare le delusioni, perché anche dopo le lacrime e i singhiozzi, ho osservato che posso ricominciare a respirare.

Disciplina, libertà, coraggio corrono insieme alla luce delle stelle.

Attraverso la disciplina apprendo una nuova espressione del senso di sacrificio, che non riguarda più la rinuncia al sè ma la possibilità di superare i moti illusori e distraenti dell’ego, il sacrificio perde il tono sfuocato di rinuncia e si trasforma in desiderio di donarsi, in fuoco che si espande e che genera calore. Per tutti.

Ad ugual modo sorge un senso di liberazione che fa sorridere pensando ai propri limiti, la parola stessa muta, non ha più valore. Solo essere in quel momento, senza sentenze o aspettative.

Secondo Vanda Scaravelli l’insegnamento comincia e finisce con la libertà, la comprensione porta all’indipendenza e solo quando sei impaurito chiudi le porte, ma quando sei aperto puoi comunicare con la persona che ti è vicina, con la natura, con il mondo e diventi tutt’uno con qualsiasi cosa che ti circonda.

Lo yoga è un viaggio che mi auguro possa durare per tutte le vite che incontrerò.