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Namastè.

Non aggiustare le persone

Non aggiustare le persone, non cercate di aggiustarmi. É una di quelle cose che ho sperimentato spesso nella mia vita e con lo Yoga ho avuto l’opportunità di approfondire questo aspetto e vederlo da più punti di vista. 

Cosa significa?

Non imporre un modello rigido dall’esterno, che sia in una posizione di yoga o una aspettativa della mia mente, mi impegnerò di non imporla all’altro.

Ho avuto un insegnante molto tradizionale ed ultimamente una più moderna e questa è una cosa forte in entrambi gli insegnamenti: conduci, sostieni, porta per mano alla consapevolezza di saper ascoltare cosa fa bene o male, cosa è giusto e sbagliato,

Punto.

Non dirlo tu, non imporlo, crea solamente i presupposti nel tuo personale raggio di azione.

Lo chiamo anche l’approccio novelliano all’insegnamento.

La Novelli, professoressa meravigliosa che per un’estate mi ha dato ripetizioni di matematica, non mi ha sgridato nemmeno una volta, ne mi ha mai fatta sentire inadeguata o incapace in quella materia. Non faceva che dirmi: come sei brava Carlottina, guarda questa cosa come l’hai fatta bene. E se mi indicava un errore subito mi diceva ma si tranquilla, lo risolvi subito.

E man mano in me nasceva sicurezza e comprensione. Finalmente anche io capivo qualcosa di quei numeri e ne sapevo intravedere la bellezza.  Si, mi aveva fatto vedere la bellezza dove prima vedevo solo errori.

Insegnamento è indicare la bellezza con la mano, e lasciare che gli altri, se se la sentono, portino li il loro sguardo iniziando man mano a farci caso più spesso e a condividerla con altri loro stessi.

L’approccio oppostoNon ci arrivi perché non ti impegni abbastanza/ potresti fare di più/ sei stupido/ sei sbagliato

Con me questo approccio non ha mai funzionato. Non intendo dire che sia sbagliato, probabilmente per alcune persone è stimolante. Per questo oggi, da insegnante, il mio impegno è soprattutto nel trasmettere ciò che mi piace senza imposizioni, solamente indicandone la bellezza. Se una posizione ti è scomoda non sei tu ad essere sbagliato, ma è la posizione che è sbagliata. Non farla, o falla a modo tuo. Chi sono io per aggiustarti?

Piccolo bonus: un video di un’insegnante speciale, che comincia ogni lezione complimentandosi con i suoi studenti uno ad uno anziché focalizzarsi sulle loro mancanze…