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Namastè.

Nicoletta D'Angelo
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Il terzo chakra, Manipura, si localizza nel cosiddetto plesso solare e ad esso è associato l’elemento fuoco. Plesso significa “insieme di elementi”, solare deriva da sole e fa riferimento al “calore” presente nel corpo. Facendo yoga ci sarà sicuramente capitato di meditare sull’aria che entra fredda nelle nostre narici e ne esce calda. Vi siete mai chiesti da dove deriva quel calore? Avete mai ragionato su cos’è il sole?

Ognuno di noi appartiene alla Terra, che a sua volta appartiene al sistema solare. Il sole è, nel nostro sistema astrofisico, la più grande energia esistente ed ha tre importantissime funzioni: irradia luce, calore e vibrazione. Alcuni maestri considerano il saluto al sole un gesto di gratitudine che il piccolo sole, interno ad ogni persona, rivolge al grande sole esterno che illumina e riscalda la Terra.

Siamo così intimamente legati a questa energia che tutto ciò che ci circonda reca in se un’immagine del sole. Pensate al nucleo interno della Terra: è un magma di fuoco! E in maniera sempre più sottile arriviamo al corpo umano che al suo interno è caldo.

Secondo l’Ayurveda Agni, il più importante degli Dei terrestri che rappresenta proprio le molteplici forme nascoste o manifeste del Sole (ad esempio come luce, fuoco, fulmine, ecc), non può esistere nel corpo nella sua forma abituale, cioè come fiamma, se no bruceremmo, quindi si manifesta come calore e processi di conversione.

 

La parola sanscrita Agni indica “ciò che cuoce, brucia, trasforma” e significa letteralmente “la via allo scoppio”, qualcosa che conduce, quindi, alla combustione. Difatti il plesso solare rappresenta tutti gli organi dell’apparato digerente il quale possiede la forza, calda e corrosiva del fuoco, di trasformare il cibo, estrarre i nutrienti necessari e trasformarli in elementi di facile assimilazione.

Dal fuoco della digestione deriva l’energia che ci sostiene e che è sempre e comunque un energia “solare”. Se osserviamo bene, il processo digestivo si comporta proprio seguendo le fasce orarie più calde in concomitanza con l’innalzamento del sole, per questo si consiglia sempre di assumere la maggior quantità di cibo entro il mezzogiorno, poiché la digestione è più efficace al mattino per diminuire poi la sera.

 

Il fuoco della trasformazione

I testi vedici riconoscono il fuoco ovunque nell’Universo. Infatti Agni è considerato il componente fondamentale della vita: l’ordine nel creato viene mantenuto proprio grazie alla sua capacità di catalizzare la conversione di una cosa nell’altra. Ed in effetti quando prepariamo il cibo e lo mangiamo compiamo delle trasformazioni. Un cibo cotto non è uguale ad un cibo crudo e lo stesso, mangiato e ingerito, non resta così com’è ma viene scisso in sostanze nutritive.

Eraclito, uno dei primi filosofi, è passato alla tradizione come il “filosofo del divenire”, perché riteneva che il mondo fosse un flusso perenne in cui “tutto scorre” (panta réi), nel senso che la forma dell’essere è la metamorfosi continua (il divenire). Secondo Eraclito ogni cosa è soggetta al tempo e alla trasformazione ed anche ciò che è statico e fermo in realtà è dinamico. Lo cito perché anche per questo filosofo il principio di tutte le cose è il fuoco. Elemento mobile e distruttore per eccellenza, il fuoco ben simboleggia la visione del cosmo come energia in perpetua trasformazione, in cui tutto ciò che esiste proviene dal fuoco e ritorna al fuoco.

 

La città del gioiello splendente

 Il possesso di questo elemento è una prerogativa indispensabile per la vita quotidiana e per l’espletamento di tutte le attività umane. Nelle civiltà antiche, per la difficoltà pratica di reperire o di accendere un nuovo fuoco, si usava mantenere sempre vivo un focolare accessibile a tutti. Il tempio dove veniva custodito il fuoco pubblico era situato sempre al centro della città. In Grecia la protettrice del focolare era la dea Estia, il cui nome fu trasformato dai Romani in Vesta.

Il tempio di Vesta, in pieno centro a Roma, è legato ad uno dei culti più antichi dell’Impero. Al suo interno si conservava ed alimentava il fuoco sacro che doveva essere tenuto costantemente acceso. Il compito di custodire il fuoco sacro di Vesta era talmente importante che fu istituito un apposito collegio di sacerdotesse, le celebri Vestali. In sanscrito Manipura significa “la città del gioiello splendente” che credo faccia riferimento a questa pratica antica: la città del gioiello splendente è la città in cui è custodito il fuoco. A livello sottile possiamo considerare anche il nostro corpo custode del fuoco sacro.

 

Emozioni da digerire

Il ruolo di Agni tuttavia, non è limitato soltanto alla digestione del cibo. Non digeriamo solo quello che gustiamo, ma anche tutto ciò che vediamo, ascoltiamo, annusiamo e tocchiamo. Manipura è un chakra strettamente associato ad emozioni e sentimenti. Non a caso le espressioni “sento come un pugno allo stomaco”, “ho lo stomaco chiuso”, “ci vuole fegato”, ecc vengono utilizzate quando siamo presi da forti emozioni. Chi non conosce lo “sfarfallio” proprio a livello dello stomaco quando si è molto presi da qualcuno?

Tutto ciò che è bello, ci piace, ci fa stare bene viene facilmente digerito dal nostro stato emozionale. Viceversa tutto ciò che non ci piace, tutto ciò che non riusciamo ad accettare è una vera e propria cattiva digestione.

Localizziamo le forti emozioni principalmente nello stomaco perché è qui che nascono gli opposti. A livello metabolico è in questa area del corpo che avvengono tutti i processi di scissione del cibo, dove tutto ciò che arriva unito viene elaborato e, infine, diviso. Ed è quindi qui che nasce la criticità dell’opposto: amore e odio, bene e male, coraggio e paura, rabbia e felicità. Le cause di un terzo chakra in squilibrio sono riconducibili ad una dieta scorretta, ma anche a stati mentali come invidia, impotenza, rabbia, paura e depressione.

 
S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo;
s’i fosse vento, lo tempestarei;
s’i fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i fosse Dio, mandereil’ en profondo […]

 

Se fossi fuoco brucerei il mondo; se fossi vento lo tempesterei; se fossi acqua lo farei annegare; se fossi Dio lo farei sprofondare […]
Cecco Angiolieri

 

Il fuoco se divampa porta distruzione, ma se la sua fiamma è viva illumina e riscalda amorevolmente. Agni rappresenta anche l’intelletto illuminato. Un corpo sano discrimina e analizza ciò che arriva dall’esterno mediando tra il mondo e la coscienza. E’ quella porzione individuale dell’intelligenza cosmica che ci abita e ci guida e che è in grado, attraverso la nostra mente ed i sensi, di dirigere tutti i processi cognitivi che utilizziamo per apprendere le cose. E’ Surya, il sole, il calore e l’essenza stessa della vita, ed è Tapas, ovvero l’ardore creativo, la luce della conoscenza.

Namasté