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Namastè.

Nicoletta D'Angelo
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Il secondo chakra: la dimora

Secondo la tradizione prima di scendere in Muladhara, dove attualmente risiede, la Kundalini dimorava in Swadhishthana, che per questo motivo significa «la sua dimora». Questi due chakra sono strettamente connessi: il primo rappresenta la terra, il secondo l’acqua.

Quando trattengo il respiro negli esercizi di Pranayama mi capita spesso di visualizzare di essere sott’acqua. E forse la cosa non è poi così bizzarra. Il Pranayama è una pratica che aiuta a scendere in profondità nel proprio essere e se il mio corpo è fatto prevalentemente d’acqua è facile che si inneschi quest’associazione a livello mentale. Ma un’altra spiegazione è che se sto trattenendo il respiro nell’addome è probabile che sia un’associazione ancora più forte e profonda a innescarsi. Nessuno di noi può ricordare il momento in cui era nel grembo di sua madre…eppure ognuno di noi ci è stato. Ognuno di noi è strettamente connesso all’acqua.

Il secondo chakra governa la creatività e lo yin, il femminile. Per me la creatività per eccellenza è la gravidanza. Non solo quella intesa come momento in cui una donna si prepara a mettere al mondo il suo bambino, ma anche la gravidanza della terra così prolifica, così generosa nel donare. Come avevo scritto nel precedente articolo sul primo chakra, noi siamo come una radice e il nostro legame con la terra è perfettamente identico a quello che lega il feto alla sua mamma, attraverso il cordone ombelicale.

 autobus frida khalo maternità

Due opere a confronto: L’autobus (1929) di Frida Kahlo e Maternità (1886) di Pierre Auguste Renoir rappresentato entrambi la figura materna vestita d’arancione, il colore di Swadhishthana.

E’ davvero interessante come gli uomini nell’antichità fossero convinti che anche la terra avesse il suo ombelico. Ed è ancora più curioso, a causa del fatto che per secoli le Americhe sono state separate dalle civiltà indoeuropee, come entrambe abbiano eletto il proprio “ombelico del mondo”: nel vecchio mondo è Gerusalemme, che proprio per questo motivo è la città sacra di ben tre religioni (ebrei, cristiani e musulmani); nel nuovo mondo è Cusco, in Perù, la capitale dell’impero Inca. Le storie circa la creazione del mondo e dell’uomo dei popoli mesoamericani sono davvero molto affascinanti e tutte narrano di come l’uomo sia nato dall’acqua.   

Qualunque cosa possa esistere, semplicemente non c’è. Solo mormorii, increspature nell’oscurità della notte. Solo il Creatore, il Modellatore, il Sovrano Serpente piumato, solo i Genitori sono nell’acqua, una luce scintillante. Essi sono lì, avvolti in piume di quetzal, nel blu-verde.

Popol Vuh

Penso che nulla possa riassumere in un solo colpo d’occhio tutto quello di cui vi ho parlato come questo bellissimo quadro di Frida Kahlo Mosè (Nucleo solare).

Mosè Fridah kALO

Al centro del quadro è raffigurato un feto collocato dentro ad un utero materno con la testa rivolta in basso, dove lo stesso, nato e divenuto il bambino con il terzo occhio (simbolo di saggezza e del saper vedere al di là delle cose) galleggia nell’acqua in una cesta di vimini. Al di sopra di essi un grande sole rappresenta la primaria fonte di vita (per questo nello yoga il sole è così venerato) e tocca tutto il resto della composizione. I suoi raggi, infatti, si trasformano in braccia che terminano con delle mani che lo collegano alle diverse figure sui lati.

Il bambino è simbolo degli eroi predestinati a cambiare la sorte degli uomini, che sono infatti rappresentati nella parte mediana, sopra una moltitudine di popoli e sotto le divinità di tutte le religioni, collocate nella parte alta del dipinto. Compaiono dei, eroi, filosofi, idoli, statisti, uomini politici, intellettuali, capi religiosi. L’umanità in generale è toccata dai raggi del sole e abbracciata dalla presenza della morte. Le gocce che cadono al centro del quadro rappresentano il ciclo dell’amore (la sessualità in Swadhishthana), mentre i rami freschi che crescono sui tronchi morti, rappresentano il ciclo della vita (Samsara).

Quest’articolo è dedicato a tutte le future mamme di Yoga in gravidanza. Vi sono grata per la forza, la costanza e l’amore per la pratica che riuscite a trasmettere. Namasté