3398245380 [email protected]
Namastè.

Nicoletta D'Angelo
Nicoletta D'Angelo

Latest posts by Nicoletta D'Angelo (see all)

Il primo chakra: la radice

La Terra è la Grande Madre da cui scaturisce ogni essere. Il termine muladhara, che significa radice, indica il principio-energia capace di assicurare sviluppo e nutrimento a ogni cosa.
Se provate a visualizzare una radice vi renderete conto di quanto essa sia ancorata alla terra e quanto dalla terra tragga l’energia che tiene in vita tutta la pianta. E noi siamo così diversi da una radice?

Wat Thailandia

Wat Phra Mahathat, Ayuthaya – Thailandia

A pensarci bene anche noi abbiamo bisogno, per sopravvivere, di elementi che prendiamo e assorbiamo dalla natura: respiriamo aria, la maggiore componente del nostro corpo è l’acqua e con essa facciamo innumerevoli cose, tutto ciò che è commestibile per il nostro sostentamento deriva dai frutti della terra, ci riscaldiamo col fuoco e ci copriamo di vestiti.

Siamo così abituati a comprare prodotti belli e fatti che spesso dimentichiamo quanto tutto ciò che ci circonda deriva da elementi semplici che la nostra Madre Terra ci ha offerto. Essere grati per i doni che la natura ci mette a disposizione è consapevolezza. Direi che è davvero il punto di partenza per comprendere e meditare sui chakra.

Muladhara quindi:

  • controlla le nostre energie fisiche;
  • aiuta nella sopravvivenza quotidiana a “mantenerci in vita”;
  • regola i nostri istinti primordiali o bisogni primari (respirare, mangiare, lavarsi, indossare dei vestiti, dormire).

L’altra faccia della medaglia: le dipendenze

E’ chiaro che se per vivere devo respirare, mangiare, dormire, etc il mio corpo fisico e mentale sarà schiavo di tutta una serie di dipendenze: la dipendenza ad alimentarmi, a sentirmi sicuro, la dipendenza all’ereditarietà, al denaro, al lavoro, alla casa. Mi vengono in mente due pratiche che possono esserci d’aiuto per educare il nostro corpo-mente a gestire queste dipendenze:

  • il pranayama è sicuramente un bell’esercizio di consapevolezza. Non vivo succube dei ritmi inspiratori ed espiratori dovuti ad uno sforzo fisico, ad una situazione che mi provoca rabbia, alle emozioni, ai tumulti interiori, ma so che, se voglio, posso controllare questo flusso e riportare la calma dentro di me. Il respiro è vita e arriva sempre quel momento in cui la vita ci travolge. Con il pranayama abbiamo un valido alleato per risalire la china.
  • il digiuno è un po’ più impegnativo, ma fa davvero bene al corpo. Così come noi ogni tanto sentiamo il bisogno di “staccare la spina” dalla routine quotidiana e partire per un viaggio o semplicemente riposare, così anche il nostro apparato digerente avrebbe bisogno, ogni tanto, di una pausa. Io personalmente non sono mai riuscita a trovare la spinta emotiva e la forza interiore per osservare un giorno di digiuno, ma spesso medito su questa bellissima frase che ho letto in Viaggio a Ixtlan di Carlos Castaneda:

“Essere inaccessibile vuol dire toccare il mondo intorno a te con parsimonia. Non mangi 5 quaglie, ne mangi una. Non danneggi le piante solo per fare la buca di un barbeque. Non ti esponi al potere del vento, a meno che non sia necessario. Non usi e non spremi la gente finché non si è essiccata, soprattutto le persone che ami. […] Non essere disponibile significa evitare deliberatamente di esaurire te stesso e gli altri. Significa che non sei affamato e disperato come il povero bastardo che pensa che non mangerà mai più e divora tutto il cibo che può, tutt’e cinque le quaglie! […] Un cacciatore attinge al suo mondo con parsimonia e con tenerezza, senza distinguere se il mondo sia fatto di oggetti, piante, animali, persone o potere. Un cacciatore è intimamente collegato al suo mondo, eppure è inaccessibile a quello stesso mondo”.

Muladhara: dove giace la Kundalini

La tradizione rappresenta questo chakra con il colore rosso, che è anche il colore della Kundalini. Infatti è in questo punto del corpo che giace inerte l’energia divina. E’ bellissima l’immagine di quest’”energia arrotolata”, non ancora dispiegata, latente. Ecco perché la meditazione sui chakra comincia proprio da qui.

matrix poltrona rossa chakra

Inserisco a questo punto un’altra riflessione scaturita dalla celebre scena del film Matrix, in cui il protagonista deve fare una scelta tra due pillole: una è blu e gli permetterà di tornare alla vita che ha vissuto fino a quel momento (confort), l’altra è…rossa e segnerà l’inizio di una grande trasformazione e di nuove conoscenze (crescita). Innanzi tutto, se avete ben presente la scena o se avete voglia di riguardarla, potrete notare che Neo e Morpheus sono seduti su delle poltrone rosse a significare l’attaccamento dell’uomo, nel momento in cui è ancora inconsapevole, alla Terra e al senso di sicurezza generato da ciò è noto. Nella scena successiva, appena Neo ingerisce la pillola rossa, la stanza diventa completamente bianca, ci sono ancora le due poltrone rosse, ma i due sono in piedi. Possiamo interpretare questa sequenza come il distacco, lo sradicamento dagli istinti primordiali e l’inizio di un percorso di consapevolezza.

Si parte proprio da qui, buon viaggio