A distanza di una settimana posso tirare le somme di quel bellissimo weekend passato in Sicilia.

Da un pò pianificavo di andare a Siracusa a Yoga Vidya Italia non solo per seguire il seminario di Swami Ananda ma anche per rivedere gli amici con cui ho fatto il corso di formazione Yoga nel 2011. Il tema di questo seminario era il quarto capitolo della Bhagavad Gita: crescita, karma, ego azioni e reazioni. Un bel concentrato di concetti cardine della filosofia Yoga. Ecco come è andato.

Lascia che la mente si faccia guidare.

Fin dalla prima lezione di Sabato ho sentito che la mente si lasciava guidare. Questa è una grande capacità di Swamiji: come nelle lezioni di Yoga più lasciamo che il corpo si lasci guidare dalla voce dell’insegnante più godiamo della pratica, così accade con la mente. Lasciarsi guidare nei ragionamenti, nell’osservazione di se, di chi ci circonda, di concetti senza volersi chiudere o voler trarre subito delle conclusioni è difficile, ma è ciò che permette di fare davvero un passo in avanti, di comprendere e non solo analizzare.

Swami Ananda ChaitanyaLa cioccolata ed il bastone

Non si può parlare di Bhagavad gita senza parlare di insegnamento, del rapporto tra il Maestro, Krishna ed Arjuna, il discepolo. In questo punto della Bhagavad Gita Arjuna si è già avvicinato a Krishna come studente, ha capito i punti deboli del suo ego e vuole quella conoscenza che Krishna possiede. Krishna non è da vedere come individuo singolo ma qui rappresenta Bhagavan, la totalità, la divinità, gli insegnamenti che vengono trasmessi attraverso di lui. L’insegnamento è qualcosa di sacro, Krishna chiede ad Arjuna la totale fiducia nell’insegnamento. Qual’è il compito di un insegnante? Arjuna è in una situazione di crisi, Krishna lo supporta dando comfort emotivo ma non solo, non può esserci solo comfort, è necessaria anche la crescita. É qui che spuntano le figure della cioccolata e del bastone, con le quali Swami ama scherzare (ma non solo).

Cuocere l’ego a fuoco lento

Come dicevo la mente si lascia guidare. Viene presa per mano e tra bastoni e cioccolata inizia a guardare a se stessa, a ridere dei suoi comportamenti, a vedersi da esterna. Viene guidata a osservare le proprie preferenze ed i propri gusti e quanto seguire ciecamente questi la porti ad essere schiava, non libera. Viene guidata a vedere i propri rapporti con gli altri in modo oggettivo. La mente inizia a prendersi meno sul serio e a ridere di quell’accumulo di convinzioni, preferenze, gusti che chiamiamo Ego. Swami ha raccontato:

“Il modo migliore per fare il riso soffiato è con la sabbia bollente, che lentamente lo scalda e questo scoppia, mentre a contatto diretto con il fuoco si rovinerebbe. L’insegnamento è come cuocere il vostro ego con la conoscenza. Le false convinzioni vanno bruciate. il seme dell’Ego deve essere cotto a lungo.”

Hai sempre scelta tra il comfort e la crescita.

La Domenica la cottura dell’Ego è proseguita portando lo sguardo alle relazioni. Quando ci relazioniamo lo facciamo o per comfort o per crescita. Che si tratti di una relazione con una persona, con un luogo, con un oggetto sono queste le due motivazioni che ci spingono. Il boccone amaro è che in profondità noi non vogliamo la crescita ma il comfort. Dopo gli entusiasmi iniziali le condizioni del mio comfort cambiano, inizio ad annoiarmi, a infastidirmi e mi sembra normale chiudermi e chiudere quella relazione. Ma dobbiamo sempre perseguire il comfort? Swami dice:

“Ogni volta che ricerco il comfort nelle relazioni non mi apro mai. Non posso crescere. Se cerco solamente comfort continuo a rigettare e a chiudermi. E a lungo andare più rigetto e più soffrirò”.

Un progetto: crescere emotivamente.

Sono stati affrontati diversi temi come il Karma, l’incarnazione, la relazione con la divinità, ma quello che più ha lasciato un segno nella mia mente è stata proprio la scelta tra comfort e crescita. Sarà stato il re-incontrare i compagni di formazione Yoga che non vedo da qualche anno e vedere in loro la crescita, sarà che mi rendo conto che inseguire solo i capricci della mente ed il comfort è una corsa senza fine ma questo tema continua a rimbombare nella mente. In particolare questa frase:

“Crescere significa smettere di inseguire un miraggio”.

Ora aspetto l’arrivo di Swamiji e Stefania a Dicembre per poter approfondire ancora questi temi, per cuocere un pò l’ego, con il seminario, neanche a farlo apposta, “Come crescere emotivamente“.