3398245380 [email protected]
Namastè.
Pilates e smart working:  esercizi per testa collo e colonna.

Pilates e smart working: esercizi per testa collo e colonna.

Nell’emergenza che stiamo vivendo molti di noi si sono trovati a sperimentare una nuova modalità di lavoro: lo smart working, senza aver avuto il tempo per pensare ed organizzare la postazione ideale per il lavoro da casa, sviluppando così posture errate e relative problematiche e dolori.

Innanzitutto va considerata la postura che assumi mentre stai per ore al pc.

Come stai seduto?

Prova ad analizzarti durante le ore lavorative
Probabilmente stai seduto ad una classica scrivania oppure al tavolo o peggio sul divano o sulla poltrona
Lavorare a casa significa comodità
All’inizio può essere un pregio, probabilmente penserai “siamo già in questa quarantena, mi voglio concedere di lavorare comodo”.

Ma dopo un mese di smart working ho allievi che mi chiamano accusando problematiche insolite. Ed alla domanda ”come stai seduto mentre lavori, anzi dove? ” si rendono conto che passano ore con il pc sul divano, oppure alla scrivania di casa, non adattata per l’esigenza lavorativa.

Come dovresti stare alla scrivania?

Schiena diritta, braccio ad angolo retto, pc alla corretta altezza degli occhi.
Ora te lo mostro…

Questo è il modo sicuro per fare smart working senza sviluppare problematiche legate al lavoro.
Usa la fantasia, costruisciti un supporto per portare all’altezza corretta il pc, ad esempio io uso pile di riviste.

Quali problemi potresti sviluppare?
Se stai con la colonna cervicale flessa per ore e per giorni, stai preparando le tue vertebre a compressione, protrusioni ed ernie, cervicalgia, non da meno problemi legati ai nervi, come ad esempio la brachialgia.

Ok queste sono alcune delle problematiche più serie

Le meno serie ma fastidiose?
Dolore ad un spalla o ad entrambe, quel doloretto fastidioso e persistente fra le scapole, dolore alla colonna toracica, lombalgia.

Inoltre sapevi che la testa pesa circa sette chili?
Sette chili ben allineati tutto va bene, ma sbilanciati in avanti sono un problema.
Oltre a ledere le vertebre cervicali, come può ossigenarsi il cervello? Veramente difficile non accusare stanchezza mentale, fatica ad essere lucidi  con una mente attiva e concentrata.

Ora dopo aver parlato delle problematiche o patologie a cui potresti incorrere, ecco alcuni stratagemmi che puoi adottare.

1) ogni ora sbadiglia
Sbadigliare permette di rilassare le tensioni mandibolari, ioidee e riattivare l’ossigenazione che va al cervello.

2) Metti il Timer: ad ogni ora pausa, stiracchia le braccia, raddrizza la schiena
I muscoli lavorano per noi, non contro di noi. Significa che assecondando le posture che assumiamo, ad esempio, se stai con la colonna flessa per ore, le catene muscolari assecondano la posizione.  ve lo immaginate se facessero resistenza ogni volta che ci dobbiamo chinare o flettere per raccogliere una cosa da terra?
Lo sapevi in quanto tempo la memoria nelle catene muscolari si fissa?
Si pensa, (dagli ultimi studi sulla fascia) dopo un ora di fissità in una postur

Alcuni esercizi sono più complessi da spiegare per iscritto e ti rimando al video dove ti mostro alcuni semplici esercizi per lenire i problemi che già hai sviluppato o chissà magari si potrebbero risolvere.

Infine come ultimo consiglio, rilassare. seguire un rilassamento guidato, meditazione ed esercizi di pranayama.

Ho aggiunto il rilassamento finale ad ogni lezione di pilates di pilates online perché reputo che la paura, la tensione, il vivere costretti in quattro mura, i bollettini della protezione civile, tutto questo faccia vivere una situazione estremamente stressante, i nostri nervi sono tesissimi.

È fondamentale prendersi lo spazio per rilassare le tensioni, rilassare i muscoli, nervi, legamenti che sono in uno stato di tensione forse mai provato prima.
La postura è importante, direi fondamentale quando lavoriamo alla scrivania, per prevenire problematiche connesse allo smart working, ma non da meno va considerato come stiamo affrontando lo stress dei nostri giorni.
Mi piace scrivere, con una nota positiva, quando vi fu l’epidemia del corona virus.

 

 

 

Quando il medico consiglia di praticare pilates cosa intende?

Quando il medico consiglia di praticare pilates cosa intende?

Che cosa intende il tuo medico quando ti consiglia di praticare Pilates?

È giusto capire quale pratica sia quella giusta e fare alcuni distinguo. Il medico solitamente consiglia questa pratica ad esempio a persone reduci da ernia, colpo di frusta e simili. Da poco superata la fase cronica , solitamente post trattamento fisioterapico.

Io immagino queste persone, ignare della disciplina, andare nella palestra più vicina o in circoli con sale piene di praticanti “Pilates” , convinte di assumere una pratica benefica.  D’altronde fa bene e l’ha detto il medico… Anche se spesso si finisce per fare pratiche che rischiano di acuire il problema, e ben lontane dall’idea che il tuo medico ha del Pilates.

In primis dobbiamo capire di cosa stiamo parlando.

Pilates viene considerato un viaggio nel corpo. Gli strumenti sono lo studio e la percezione di sé, attraverso la gestione del corpo e di gruppi muscolari in modo preciso durante il movimento.

Il percorso inizia con l’ascolto e la pratica dei principi posturali: allineamenti da mantenersi durante tutto il movimento. In seguito, quando un esercizio è eseguito nel modo corretto, con fluidità si aumenta la sfida, il tutto guidato dall’insegnante.  Osservando da vicino l’allievo da feedback tattili e verbali, in modo da favorire la percezione  di muscoli da isolare e altri da attivare, osserva in quale posizione si trova la colonna, dove si trova lo sguardo, come sono gli allineamenti.

Attraverso la precisione nell’esecuzione del movimento Pilates conduce chi pratica da inconsapevolezza del corpo, ad una ottimale padronanza e capacità di ascolto.   In tal modo migliora il movimento funzionale quotidiano: al lavoro, durante le faccende domestiche, nello sport, etc…

Pilates è qualcosa di diverso da una pratica che “fa bene alla schiena”: è una vera e propria trasformazione nell’approccio con il nostro corpo e noi stessi.

Ma siamo certi che tutto questo venga trasferito in lezioni con 20\30 persone? O con le varianti più “Fitness” del Pilates?

Può darsi. Ma, soprattutto quando è un medico a consigliarlo, tale pratica è da eseguirsi in gruppi contenuti (massimo 8 persone) se non addirittura in lezioni individuali. La prassi a Centro Atman per chi arriva su consiglio medico è quello di passare prima da una pratica individuale sui grandi macchinari Pilates Studio.

Le varianti più Fitness del Pilates, a causa dell’ampio uso che in quelle lezioni viene fatto degli esercizi più intensi di tenuta del core control, poco si adatta ad una fase di post-riabilitazione.

Quindi voglio lanciare un messaggio ai medici che probabilmente non conoscono a fondo le varie forme di pilates: praticate ed approfondite in prima persona con diversi insegnanti  e metodi per consigliare al meglio i vostri pazienti . Ed evitare pratiche che potrebbero causare più problematiche che benefici.

Emanuela

Impara a stare su due piedi, poi su uno e poi sulla testa

Yoga su due piedi

Stamane dopo la mia pratica , decido di giocare un pò con il corpo.

Quasi, quasi mi faccio qualche scatto negli asana avanzati (oggi mi sento social) Poi mi chiedo perché?

Una domanda che mi faccio sempre più spesso sarà che fra poco compirò 50 anni?

Non è questo che amo dello yoga che voglio passare mi torna alla mente una frase di Iyengar:

“Prima di stare sulla testa impara a stare sui piedi”

Troppo semplice credere che lo yoga sia stare a testa in giù:
non sarebbe rispettoso nei confronti dello yoga e del mio percorso.
Delle frustrazioni , dei pianti, del vedere nuovi aspetti di me che ho sempre scelto di non vedere, accettarli per accogliere me stessa nella totalità

Ma amo il fatto che lo yoga sia nella vita.

Nei miei opposti e l’accettazione di essere giorno e notte.
Nell’essere forte/vulnerabile.
Nell’armonia nonostante sia calma/vivace.
Coerente/nell’incoerenza.
Accettare che sono anche ciò che non mi piace negli altri.

Accolgo in me tutte queste note discordanti.
Trasmutando il tutto in meravigliosa armonia questa pazza vita

Ecco cos’è per me lo yoga.
L’unione di queste note opposte e discordanti , è luce, verità.

Lo spartito di note meravigliose che si uniscono formando la sinfonia della mia vita .
In un unica silente armonia
Namaste
Emanuela

Muoviti ad occhi chiusi

Muoviti ad occhi chiusi

Chiudi gli occhi porta la tua attenzione alle sensazioni interne, magari mentre esegui un’asana, mentre stai semplicemente in piedi, prova la sfida rimanendo su un piede solo, oppure quando respiri.

Sperimenta, gioca e ascolta

Vi è un mondo interno che necessita solo della tua attenzione, movimenti profondi che si concatenano l’uno all’altro

Far riaffiorare le sensazioni a galla è l’inizio della consapevolezza.
Ed attraverso la consapevolezza potrai riappropriarti del tuo corpo e muoverti nello spazio nel modo che ti fa sentire bene. Quello giusto per te.

Questo, nient’altro, è il primo passo per un miglioramento posturale.

Emanuela

 

Gioie e insidie del cambiamento interiore

Gioie e insidie del cambiamento interiore

Quando iniziamo un qualsiasi percorso di crescita vi sono delle fasi che possiamo osservare in noi.

La prima fase: apertura e nuove visioni

La prima fase : siamo aperti, ciò che stiamo praticando entra in noi. Iniziamo ad osservarci con occhi diversi, con nuove possibilità. Applichiamo a noi la nuova visione, inizia il risveglio.

La seconda fase: spinta emotiva e messa in discussione

Nella fase successiva ci sentiamo risvegliati. In questa fase è fondamentale avere accanto un insegnante o qualcuno che abbia già provato su di sé il processo in modo da poter osservare insieme e monitorare i cambiamenti. Tutto viene messo in discussione. Famiglia, amici, lavoro, tutto sembra banale, i rapporti non più all’altezza, il partner non vuole crescere o capire, non sta al nostro passo. Non sopportiamo più e vorremmo altro.

Reputo questa fase in cui il nuovo sé si è risvegliato e lo trasferiamo nel vissuto quotidiano potenzialmente non equilibrata, anzi può essere davvero pericolosa. I sensi si risvegliano, la nostra energia cambia, dobbiamo rompere le scatole e mettere in discussione tutto e tutti, perché la spinta emotiva è forte. Ma nessuna decisione sotto l’influsso di questa spinta emotiva può essere saggia.

Un po’ come quando si diventa vegetariani, all’inizio si ha una certa tendenza a convincere tutti della bontà della scelta, forse per convincere sé  stessi…al punto che un pasto diviene una tortura, per chi siede a tavola con noi…

Nella terza fase: Qui si integra veramente,  si diventa realmente vegetariani, è diventato talmente parte di noi che non abbiamo problemi a mangiare in compagnia di chi sceglie una fiorentina. Anzi,n diciamo nulla. Accettiamo la scelta altrui con totale rispetto. Senza proselitismi sulla bontà o meno della cosa, non devi più convincerti. Testimoni, semplicemente.

Siamo in grado di accettare senza giudizio perché il percorso di crescita è diventato parte di noi.

La terza fase: integrazione ed armonia

La terza fase ci dà la possibilità di essere completamente nella nostra crescita, vivere con armonia ed accettazione le differenze…

Anzi siamo aperti, e godiamo maggiormente della vita, senza essere integralisti o fanatici. Siamo risvegliati, abbiamo un nuovo sguardo, ma è nostro…a cosa serve se non lo integriamo nella vita quotidiana?

Se giudichi o sei fanatico è perché il percorso che hai scelto ancora non è integrato nella tua vita. Continui a convincerti che ora gli amici devono cambiare, ti stanno stretti, che lo stile di vita ti sta stretto etc….

Ma se sei veramente, sei ovunque e con chiunque. Te lo godi e godi delle cose anche ” banali e meno profonde ” . Essere gioiosi e spiritualmente aperti in un eremo è tanta grazia, ma anche molto facile. Integrarlo nella vita di tutti i giorni ha un sapore diverso. Magari meno facile, ma parte della nostra vita reale e quindi stimolante per la crescita interiore.

Hai domande? Chat via Whatsapp