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Namastè.
Sankalpa: l’intenzione è una goccia

Sankalpa: l’intenzione è una goccia

Sankalpa: l’intenzione è una goccia

Durante il seminario tenuto da Swami Mukti sullo Yoga Nidra abbiamo avuto modo di approfondire il tema del sankalpa, quel momento della pratica Yoga Nidra in cui viene formulata un’intenzione.

L’intenzione è il sankalpa, una volontà, ciò che vorremmo ottenere.

L’immagine che possiamo utilizzare è quella di una goccia, che cadendo in modo costante arriva a lasciare un segno anche sulla roccia.

Sankalpa (sanscrito: संकल्प) significa un’intenzione formata dal cuore e dalla mente – un voto solenne, una determinazione o volontà . In termini pratici, Sankalpa significa una risoluzione univoca per focalizzarsi sia psicologicamente che filosoficamente su un obiettivo specifico. Un sankalpa è uno strumento pensato per sfruttare la volontà e per mettere a fuoco e armonizzare mente e corpo.

Come scegliere il Sankalpa:

Il Sankalpa che esprimiamo dovrebbe essere chiaro, corto e preciso. Idealmente il Sankalpa giusto per noi dovrebbe affiorare da solo durante Yoga Nidra, ma se così non fosse possiamo aiutarci con l’auto osservazione.

L’indicazione di Swami Mukti è stata quella di iniziare a tenere, per almeno un mese, un diario su cui segnare ogni sera la debolezza e la forza che abbiamo mostrato durante la giornata. Dopo un mese avremo una panoramica di quella che è la debolezza e la forza ricorrente.

Ecco che la forza ricorrente diventa il Sankalpa, che da la forza per ridurre il potere della nostra debolezza ricorrente. Il Sankalpa sarà un’affermazione in forma positiva, breve e chiara: “Io sono (…)”

“Prima è un’impressione, poi questa diventa idea, dall’idea si passa alla volontà e la volontà si trasforma in fatto. Questo è il processo di materializzazione” Swami Mukti 

Sankalpa e Yoga Nidra

Una volta trovato il proprio Sankalpa, questo dovrebbe essere mantenuto in modo costante all’interno della propria pratica di Yoga Nidra.

Puoi praticare Yoga Nidra a Centro Atman, ogni Mercoledì alle 19.00 (Vai al Calendario)

Due letture consigliate: Yoga Nidra” di Swami Satyananda Saraswati e “The Forgotten Gurus” di Swami Mukti

Si riparte! Spunti Yoga di Settembre

Si riparte! Spunti Yoga di Settembre

Si riparte! Abbiamo ripreso le attività dopo una rigenerante pausa estiva.

Quattro spunti per la pratica di questo mese:

  • Una nuova playlist dalle lezioni di Yoga, puoi ascoltarla su Spotify: Yoga2019

“Se avvicinate la posizione con la sensibilità in risveglio, facendo attenzione che la sensazione e la sostanza corporea mantengano la loro vacuità originale, ogni giorno la posizione sarà nuova, non ci sarà ripetizione.” (Eric Baret – Lo Yoga tantrico del Kasmir” )

  • Tre disegni di Louise Bourgeois, ed il suo particolarissimo punto di vista sul corpo.

“Per me scultura è corpo. Il mio corpo è la mia scultura”  (Louise Bourgeois )

  • Infine fuori tema, ma neanche troppo. Quattro articoli su cibo, agricoltura e consumi:

I discount mettono all’asta l’agricoltura italiana” da Internazionale e “Il capitalismo ti mangia il pasto”.  Sul Il Post si parla di un azienda che si dedica a mettere a punto la perfetta carne vegetale, in modo che abbassare i consumi di carne non sia percepito come una rinuncia : Gli Hamburger Impossibili“. Infine “La fattoria senza padroni che sta salvando una collina alle porte del Chianti” , come un gruppo di ragazzi ha salvato 200 ettari in balìa del degrado e dell’abbandono.

 

 

Moodboard Yoga #2 – Spunti Yoga di Febbraio

Moodboard Yoga #2 – Spunti Yoga di Febbraio

Eccoci con la moodboard del mese, una condivisione di articoli, libri e idee che ci stanno accompagnando nella pratica. E che possano essere di spunto e approfondimento per chi legge. Buona lettura :)

  • Segnalo il progetto “Voci dal Silenzio“, un documentario sugli eremiti in Italia. La scelta di ritirarsi, nei monti, mi affascina da tempo e questo documentario da voce a chi questa scelta l’ha fatta. E racconta cosa si vede da lassù. A questo link potete trovare un breve estratto: https://vimeo.com/220434622
  • Simone Weil, filosofa, mistica e scrittice francese del primo 900, è protagonista delle mie letture dell’ultimo mese. Un pensiero in particolare mi ha colpita:

Mi ha profondamente commossa constatare che ha dedicato una viva attenzione alle poche pagine che le ho mostrato.Non ne traggo la conclusione che meritino attenzione. Considero tale attenzione come un dono gratuito e generoso da parte sua. L’attenzione è la forma più rara e più pura della generosità. A pochissimi spiriti è dato scoprire che le cose e gli esseri esistono. Fin dalla mia infanzia non desidero altro che averne ricevuto, prima di morire, la piena rivelazione

A questa pagina la lettera completa ( Lettera a Joe Bousquet ) . Per approfondire consiglio il suo libro “Attesa di Dio”

  • Selene Calloni Williams è una scrittice interessata allo Yoga e all’approccio sciamanico nei confronti della pratica. Emanuela mi ha consigliato il libro Il profumo della Luna, un romanzo in cui la visione dello sciamanesimo viene trasmessa in modo scorrevole , ma con una profondità rara

  • Uno studio del 2015 presso l’Università di Trento sui Pandit Vedici analizza gli effetti della recitazione dei mantra in sanscrito sulle funzioni cognitive. Qui l’articolo: “Memorizzare e recitare i Veda, come si modifica il cervello”
  • Infine un olio essenziale consigliato da Alessandra per questo mese. L’olio essenziale è quello di Salvia Sclarea, consigliato in periodi di stress, angoscia e turbamento. É un equilibrante del sistema ormonale, ottimo quindi per i disturbi legati al ciclo mestruale (dismenorrea, amenorrea, premenopausa, sindrome premestruale)

olio essenziale salvia

Mi piacerebbe che questo appuntamento mensile fosse quanto più collaborativo, se hai dei suggerimenti inviaceli a [email protected]

A presto, Carlotta

Moodboard Yoga – Ispirazioni di Gennaio

Moodboard Yoga – Ispirazioni di Gennaio

Namastè.

Riprendiamo la rubrica Moodboard Yoga, una serie di ispirazioni (libri, pagine, film) direttamente dalla Sala Yoga di Centro Atman, per approfondire la nostra pratica quotidiana e favorire lo scambio di idee e spunti. Buona lettura.

  • Questo mese consigliamo un paio di libri. “L’amore Guarisce, di Carla Perotti, che da cinquant’anni studia e condivide la sua ricerca yoga. Alessandra mi suggerisce e giro anche a voi il consiglio del libro “Emotional Yoga di Bija Bennet, per una lettura degli asana e della pratica dal punto di vista delle emozioni

“Rilassarsi significa mettersi nelle condizioni migliori per scoprire che dietro il nostro piccolo ego si nasconde un io esistenziale assai più ampio e dotato. E che questo io esistenziale ha in serbo per noi un altro regalo ancora…” (Carla Perotti, “L’amore Guarisce” )

  • Un articolo che ho trovato molto interessante: “Bias Cognitivi: cinque modi veloci per ingannarsi da soli” . Alcuni meccanismi della nostra mente ci aiutano a prendere decisioni in fretta, ma potrebbero essere controproducenti quando ci inducono a interpretare la realtà in modo automatico.
  • Il Gange” è un film consigliatomi da Emanuela, si trova in streaming completo su Youtube.
  • Una pagina Facebook che consiglio è quella dell’autore Matthew Remsky, il quale pubblica riflessioni e articoli in merito ad alcuni temi di cui poco si parla nella comunità yoga ma che sono sempre più importanti: il rapporto insegnante-allievo, il consenso e l’appropriazione culturale.
  • Ed infine un album che accompagna la mia pratica da quando Giovanna me l’ha consigliato, qualche mese fa: Midnight Snack – HOMESHAKE

Mi piacerebbe che questo appuntamento mensile fosse quanto più collaborativo, se hai dei suggerimenti inviaceli a [email protected]

A presto, ci vediamo sul tappetino

Carlotta

Karma Yoga: Creare spazio fra causa ed effetto

Karma Yoga: Creare spazio fra causa ed effetto

Uno dei doni del guidare una lezione di yoga è l’attitudine a dilatare lo spazio tra la causa e l’effetto. Vorrei qui approfondire questa attitudine con il concetto di Karma Yoga che è: Metti impegno e sforzo nelle tue azioni, ma sappi che il risultato non dipende in modo diretto dalla quantità di sforzo che hai messo.

Yoga e controllo

Quando insegno a volte sono davvero convinta che il successo della lezione (ovvero quanto la persona sia “in yoga” e si senta connessa a termine della pratica) dipenda da me: dal tono della voce, la struttura delle sequenze, come mi muovo nella sala

Ma la realtà è che con Yoga non funziona proprio così. Yoga è un fatto parecchio personale. Come insegnanti guidiamo un’esperienza e prima ancora studiamo e ci creiamo tutta una cassetta degli attrezzi per farlo nel modo più efficace. Ma il risultato, come si sente la persona al termine, non dipende in modo diretto dal nostro sforzo.

Quella che definiamo mania del controllo è l’ossessione verso il risultato dell’azione. Lo spazio tra causa ( l’input della mia azione) ed effetto (il risultato di essa) si fa strettissimo, talvolta soffocante.

Controllo sulle situazioni, persone, pensieri, stati d’animo…

Karma Yoga: compiere un’azione con attitudine Yoga

Nello Yoga si da molto importanza al concetto di Karma, che possiamo tradurre come azione. Ed il Karma Yoga significa fare un’azione con attitudine Yoga. Questa attitudine è il disinteresse nei confronti del risultato. Il Karma Yogi sa che il risultato delle azioni non dipende da lui. Il risultato arriva come un dono, anche se non si accorda alle proprie aspettative. Ne ho parlato ampliamente nell’articolo Isvhara Pranidhana: Portare la divinità nella propria vita.

Nella Bhagavadgita Krishna, il Maestro, spiega ad Arjuna, l’allievo, che due sono gli stili di vita per raggiungere la felicità secondo lo Yoga: il Sannyasa Yoga (l’ascesi e quindi la rinuncia all’azione) ed il Karma Yoga: lo yoga dell’azione. Krishna descrive il Karma Yogi:

Abbandonando gli attaccamenti, i karma-yogi compiono l’azione in modo puro (senza essere spinti dai gusti, piaceri e dispiaceri) con il corpo, la mente, l’intelletto ed anche i sensi, al fine della purificazione della mente.

Colui che è dotato di Karma-yoga, abbandonando il risultato dell’azione, ottiene una compostezza nata dall’impegno verso una vita di karma-yoga. Mentre colui che non è impegnato in una vita di karma-yoga, trascinato dai desideri, è legato, poiché è attaccato ai risultati (dell’azione)

(Bhagavadgita – capitolo 5 verso 11-12)

Cosa si prova ad essere te?

Perché divento teso nel guidare una lezione di yoga nella speranza che la persona che sta praticando al termine provi uno stato simile a quello che nella mia testa significa “bene”. Che cosa significa stare bene per me? Nient’altro è che una serie di gusti e preferenze, che peraltro voglio applicare ad una persona diversa da me e alla fine mi rende teso.

Questo mi porta ad aprire la finestra su un altro concetto che mi è particolarmente caro in questo periodo. Che è impossibile sapere cosa si prova ad essere te. Per quanto ci sforziamo nel raccontarci l’uno con l’altro vi è sempre un margine di incomprensione, nessuno è in grado di spiegarsi fino in fondo. E forse sta proprio li la parte interessante, nel ciò che non è spiegabile o comprensibile dell’altro.

Se succede bene, se non succede meglio.

Karma Yoga è per me una frase che ho sentito spesso ripetere a Swami Ananda:

Se succede bene, se non succede meglio.

Non vi è rinuncia, ma anzi pieno impegno. L’azione è compiuta per il piacere stesso di farla, perché è la cosa giusta e con totale presenza. Questo accade anche per la mancanza di stress e tensione che nasce dall’eccessivo coinvolgimento con il risultato della azione stessa, il quale, ahimè, non dipende da noi ma da meccanismi complessi dei quali ci è dato di capire poco.